Lomo MC-A. La compatta perfetta?
La Lomo MC-A, da poco presentata sul mercato, è una compatta che racchiude ne suo acronimo le sue caratteristiche: Manual Compact Automatic
Si tratta infatti di una fotocamera in grado di lavorare in modalità completamente automatica , dall’esposizione alla messa a fuoco, per essere utilizzata al contempo in modalità completamente manuale, nuovamente dalla esposizione fino alla messa a fuoco
Erede della russa Lomo LC-A sulla cui storia è importante soffermarsi un momento
Trovate il video sul mio canale Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=kz4Meew6EzU
Si tratta infatti di una fotocamera in grado di lavorare in modalità completamente automatica , dall’esposizione alla messa a fuoco, per essere utilizzata al contempo in modalità completamente manuale, nuovamente dalla esposizione fino alla messa a fuoco
Erede della russa Lomo LC-A sulla cui storia è importante soffermarsi un momento
Trovate il video sul mio canale Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=kz4Meew6EzU
La LOMO, dal russo ЛОМО (Ленинградское оптико-механическое объединение, Leningradskoe Optiko-Mechaničeskoe Ob"edinenie: Associazione meccanica ottica di Leningrado), è un'azienda russa specializzata nella produzione di strumenti ottici avanzati, strumenti per uso medico, lenti, apparecchiature fotografiche e videocamere per il mercato consumer. Ha sede a San Pietroburgo.
Tutto iniziò così: il generale Igor Petrowitsch Kornitzky, braccio destro del Ministro della Difesa e dell’Industria dell’URSS, si imbatté nella fotocamera giapponese compatta Cosina CX-1 che giaceva sulla scrivania del suo commilitone Michail Panfilowitsch Panfiloff. Questi, direttore dell’azienda russa LOMO, specializzata nella produzione di strumenti ottici e militari, esaminò attentamente la fotocamera notando la lente nitidissima, una sensibilità alla luce estremamente elevata e la sua struttura robusta.
Comprendendone il potenziale, i due gentiluomini ordinarono alla fabbrica LOMO PLC di San Pietroburgo (Russia) di creare una versione migliorata della Cosina CX-1. Nacque così la prima LOMO LC-A!
Durante una vacanza a Praga, un gruppo di giovani studenti viennesi si sono imbattuti nella LOMO LC-A in un vecchio negozietto di fotocamere e, innamorandosene subito, iniziarono a scattare da quel momento ad altezza bacino. Una volta tornati a Vienna, fecero sviluppare i loro rullini e le immagini erano sorprendentemente belle. Ben presto amici, familiari ed estranei cominciarono a fare domande: tutti volevano la loro fotocamera LC-A!
Nel frattempo, nel 1992, a Vienna nacque la Lomography Society International.
Nel maggio 2005 è stato messo ufficialmente fuori produzione il modello principale della Lomo, cioè la LC-A, che all'epoca era tenuto in produzione in esclusiva per la Società Lomografica Austriaca. Il motivo è stato indicato nell'alto costo della manifattura di questa Fotocamera, semplice nell'uso ma dall'elevato numero di componenti interni.
La rinascita in Cina (2006): Per mantenere in vita il mito, la produzione è stata trasferita in Cina sotto il controllo diretto di Lomography, portando al lancio della Lomo LC-A+ nel 2006. Questa nuova versione ha utilizzato lenti originali russe fino al 2007, anno in cui anche l'ottica è diventata interamente di produzione cinese
Sono passati 34 anni e Lomo continua a produrre fotocamere e pellicole
Tutto iniziò così: il generale Igor Petrowitsch Kornitzky, braccio destro del Ministro della Difesa e dell’Industria dell’URSS, si imbatté nella fotocamera giapponese compatta Cosina CX-1 che giaceva sulla scrivania del suo commilitone Michail Panfilowitsch Panfiloff. Questi, direttore dell’azienda russa LOMO, specializzata nella produzione di strumenti ottici e militari, esaminò attentamente la fotocamera notando la lente nitidissima, una sensibilità alla luce estremamente elevata e la sua struttura robusta.
Comprendendone il potenziale, i due gentiluomini ordinarono alla fabbrica LOMO PLC di San Pietroburgo (Russia) di creare una versione migliorata della Cosina CX-1. Nacque così la prima LOMO LC-A!
Durante una vacanza a Praga, un gruppo di giovani studenti viennesi si sono imbattuti nella LOMO LC-A in un vecchio negozietto di fotocamere e, innamorandosene subito, iniziarono a scattare da quel momento ad altezza bacino. Una volta tornati a Vienna, fecero sviluppare i loro rullini e le immagini erano sorprendentemente belle. Ben presto amici, familiari ed estranei cominciarono a fare domande: tutti volevano la loro fotocamera LC-A!
Nel frattempo, nel 1992, a Vienna nacque la Lomography Society International.
Nel maggio 2005 è stato messo ufficialmente fuori produzione il modello principale della Lomo, cioè la LC-A, che all'epoca era tenuto in produzione in esclusiva per la Società Lomografica Austriaca. Il motivo è stato indicato nell'alto costo della manifattura di questa Fotocamera, semplice nell'uso ma dall'elevato numero di componenti interni.
La rinascita in Cina (2006): Per mantenere in vita il mito, la produzione è stata trasferita in Cina sotto il controllo diretto di Lomography, portando al lancio della Lomo LC-A+ nel 2006. Questa nuova versione ha utilizzato lenti originali russe fino al 2007, anno in cui anche l'ottica è diventata interamente di produzione cinese
Sono passati 34 anni e Lomo continua a produrre fotocamere e pellicole
Lomo MC-A, più che una rivoluzione
Rispetto alla LOMO LC-A, il modello MC-A è decisamente rivoluzionario.
Vediamo le caratteristiche principali:
Obiettivo in vetro multistrato da 32 mm f/2.8, cinque elementi in cinque gruppi, e corpo compatto in metallo nero
Passa facilmente dalla modalità point-and-shoot al pieno controllo manualeAutofocus rapido o messa a fuoco a zona da 0,4 m
Flash integrato con modalità creative, levetta manuale di avanzamento pellicola e display LCD intuitivo
Formato Pellicola: 35 mm
Lunghezza Focale: 32 mm
Apertura del Diaframma: f2.8, f4, f5.6, f8, f11, f16
Velocità Otturatore: Auto 1/500 - 20 s; Manuale bulb (B), 1/500 - 1 s
Flash: Built In Flash, PC - Flash Plug
Impostazioni ISO: ©, Riconoscimento del codice DX e sovrascrittura manuale 2, 25, 50, 100, 200, 400, 800, 1600, 3200,
Staratura intenzionale dell’esposizione
Esposizione Multipla: Sì
Attacco per Treppiede: Sì
Cavo di Scatto Remoto: No
Batteria: 1 x CR2 (3V) o CR2 ricaricabile (3,7V)
Rispetto alla LOMO LC-A, il modello MC-A è decisamente rivoluzionario.
Vediamo le caratteristiche principali:
Obiettivo in vetro multistrato da 32 mm f/2.8, cinque elementi in cinque gruppi, e corpo compatto in metallo nero
Passa facilmente dalla modalità point-and-shoot al pieno controllo manualeAutofocus rapido o messa a fuoco a zona da 0,4 m
Flash integrato con modalità creative, levetta manuale di avanzamento pellicola e display LCD intuitivo
Formato Pellicola: 35 mm
Lunghezza Focale: 32 mm
Apertura del Diaframma: f2.8, f4, f5.6, f8, f11, f16
Velocità Otturatore: Auto 1/500 - 20 s; Manuale bulb (B), 1/500 - 1 s
Flash: Built In Flash, PC - Flash Plug
Impostazioni ISO: ©, Riconoscimento del codice DX e sovrascrittura manuale 2, 25, 50, 100, 200, 400, 800, 1600, 3200,
Staratura intenzionale dell’esposizione
Esposizione Multipla: Sì
Attacco per Treppiede: Sì
Cavo di Scatto Remoto: No
Batteria: 1 x CR2 (3V) o CR2 ricaricabile (3,7V)
Obiettivo
La Lomo MC A monta un obiettivo dall’inusuale focale 32mm f/2.8 - f/16 dotato di cinque elementi in cristallo ottico in cinque gruppi, un Minitar II che dalle mie prove si è dimostrato eccellente dalla minima distanza di fuoco, 40cm, fino all’infinito.
La Lomo MC A monta un obiettivo dall’inusuale focale 32mm f/2.8 - f/16 dotato di cinque elementi in cristallo ottico in cinque gruppi, un Minitar II che dalle mie prove si è dimostrato eccellente dalla minima distanza di fuoco, 40cm, fino all’infinito.
I filtri
L’obiettivo ha anche un attacco filettato per filtri da 30,5mm e Lomo fornisce un kit di filtri a cui si aggiunge un filtro UV, utile per proteggere la lente frontale, anche se l’obiettivo è dato di un tappo a baionetta
L’obiettivo ha anche un attacco filettato per filtri da 30,5mm e Lomo fornisce un kit di filtri a cui si aggiunge un filtro UV, utile per proteggere la lente frontale, anche se l’obiettivo è dato di un tappo a baionetta
La messa a fuoco
La Lomo MC-A può lavorare in modalità completamente AF, grazie alla precisissima tecnologia Lidar che guida il sistema di fuoco
Al contempo la messa a fuoco può essere regolata su cinque punti prestabiliti, 0,40 e 0,80cn, 1,5 e 3 metri e naturalmente infinito
La Lomo MC-A può lavorare in modalità completamente AF, grazie alla precisissima tecnologia Lidar che guida il sistema di fuoco
Al contempo la messa a fuoco può essere regolata su cinque punti prestabiliti, 0,40 e 0,80cn, 1,5 e 3 metri e naturalmente infinito
Il sistema di esposizione
Lo vanta ben tre sistemi esposimetrici, Program, dove è la macchina a decidere sia il tempo di scatto, da 1/500 fino a 20 secondi che il diaframma, da f/2.8 a f/16
A priorità di diaframmi, impostando un diaframma tra f/2.8 e f/16 e lasciando che sia la macchina a decidere il tempo di posa, da 1/500 fino a 20 secondi
Manuale: in questo caso è l’utente che decide sia il diaframma, da f/2.8 a f/16 che il tempo posa, da 1/500 di secondo a 1 secondo, a cui si aggiunge la posa B, programmabile fino a 20 secondi, ma grazie al pulsante MX, deputato alle multi esposizioni, è possibile aggiungere ai primi 20 secondi altri 20secondi di posa, beninteso, con la fotocamera su treppiedi. La lomo mc-a dispone naturalmente anche di un attacco per il treppiedi
Lo vanta ben tre sistemi esposimetrici, Program, dove è la macchina a decidere sia il tempo di scatto, da 1/500 fino a 20 secondi che il diaframma, da f/2.8 a f/16
A priorità di diaframmi, impostando un diaframma tra f/2.8 e f/16 e lasciando che sia la macchina a decidere il tempo di posa, da 1/500 fino a 20 secondi
Manuale: in questo caso è l’utente che decide sia il diaframma, da f/2.8 a f/16 che il tempo posa, da 1/500 di secondo a 1 secondo, a cui si aggiunge la posa B, programmabile fino a 20 secondi, ma grazie al pulsante MX, deputato alle multi esposizioni, è possibile aggiungere ai primi 20 secondi altri 20secondi di posa, beninteso, con la fotocamera su treppiedi. La lomo mc-a dispone naturalmente anche di un attacco per il treppiedi
Staratura intenzionale dell’esposizione
E’ possibile, in modalità P e in priorità di diaframmi effettuare starature intenzionali dell’esposizione, a passi mezzo stop fino a +/- 2 stop
E’ possibile, in modalità P e in priorità di diaframmi effettuare starature intenzionali dell’esposizione, a passi mezzo stop fino a +/- 2 stop
ISO La MC-A dispone del riconoscimento automatico del codice DX della pellicola, qualora non fosse presente o si volesse eseguire un push o un pull basterò agire sul pulsante ISO da 12, 25, 50, 100, 200, 400, 800, 1600, fino a 3200. Se la pellicola non ha il codice DX Lomo imposterà automaticamente gli ISO su 100. Indifferentemente dal fatto che la pellicola abbia o meno il codice DX, con il pulsante ISO sarà possibile impostare manualmente la sensibilità da 12 fino a 3200 ISO. Usando il pulsante di staratura intenzionale dell’esposizione il range di sensibilità potrà essere ulteriormente esteso da +2 a -2 stop, ovvero 3 e 12800 ISO.
Flash integrato. La Lomo MC-A dispone di un piccolo flash integrato che può essere disinserito, inserito, fatto scattate sulla prima o sulla seconda tendina. Nel kit son disponibile dei filtri colorati in gelatina per ottenere effetti speciali cambiando la luce del flash a quella ambiente. La macchina dispone anche di una porta syncro per i cavi da collegare ai flash da studio o a flash esterni, Non, non è in giocattolino!
Caricamento e riavvolgimento. Sono entrambi manuali. Sul display retroilluminato presente sulla parte posteriore della fotocamera vengono indicati gli scatti effettuati e, se la macchina non è stata riarmata, un’icona che avvisa che la macchina va riarmata. In breve il riarmo della pellicola non coincide con il riarmo dell’otturatore: infatti usando il pulsante MX Multi Exposure, è possibile scattare un numero “infinito di esposizioni sullo stesso fotogramma. Caricamento, riarmo e riavvolgimento non incidono sulla durata della pellicola. La macchina ha un dorso con finestrella di controllo della pellicola inserita. Il dorso, cosa rara, è completamente privo di guarnizioni. Il riavvolgimento avviene mettendo in posizione una levetta posta sul fondo della fotocamera e attivata dal pulsante di riavvolgimento; al cento della levetta una doppia icona di due frecce permette all’utente di capire se la pellicola è stata caricata correttamente; se le due fecce girano la macchina è stata correttamente caricata, diversamente basta riaprire la fotocamera e agganciarle nel modo corretto la coda della pellicola
Batteria: La batteria sembra presenti sempre il problema sulle compatte elettroniche. La Lomo Mc-A utilizza 1 batteria CR2 (3V) o CR2 ricaricabile (3,7V), quest’ultima inclusa nella confezione. L’enorme vantaggio della batteria ricaricabile presente nella confezione sta nel fatto che presenta una presa USB-C e può essere ricaricata con qualunque cavo USB-C e relativo alimentatore ( non in dotazione ) a anche con un Power Bank. Io suggerisco di avere sempre con sé una batteria CR2 non ricaricabile e un Power Bank, per poter continuare a lavorare mentre la batteria si ricarica; con un Power Bank non c’ posto al mondo dove non potete ricaricare la batteria. la CR2 ricaricabile permette 1300 ricariche e con una ricarica permette di scattare mediamente 10 rulli; questo significa che con la batteria proprietaria avete una autonomia di scatti, prima di doverla sostituire, di oltre 400.000 fotogrammi
A tracolla o ad armapolso ? La ricca confezione e il packaging davvero mirabile con cui al Lomo MC-A viene presentata include un particolare panno in microfibra, quasi magnetico, per proteggere la fotocamera se la tenete in borsa o in tasca, e una cinghia ad armapolso, oltre ala batteria ricaricabile e al filtro UV. Una cosa unica per una compatta è il fatto che sui lati ha i due passanti per una normale cinghia a tracolla, non in dotazione. Vi assicuro che tenere la macchina a tracolla, , con il filtro Uv al posto del tappo e la macchina preparata su Program e AF vi permette di sollevare semplicemente la fotocamera, inquadrare nel mirino galileiano, premere a metà il pulsante di scatto, se necessario migliorare l’inquadratura e scattare. Potete tenere anche la fotocamera accesa; l’ottica è retrattile, dopo 15 secondi scompare nel corpo macchina; in una parola, vi basta il tempo di inquadrare e scattare. Davvero una cosa rara.
Mirino galileiano e display retroilluminato. la Lomo MC- dispone di un mirino galileiano senza correzione della parallasse ma con doppie cornicette che indicano l’area utile all’infinito e a 40 cm. Un LED azzurro fisso indica che in modalità AF la messa a fuoco è corretta e anche l’esposizione; se lampeggia significa che in modalità AF la macchina non è riuscita ad effettuare una corretta messa a fuoco o che la pellicola non è stata portata sul fotogramma successivo. Un LED ambra si accende quando il tempo di posa è pari o inferiore a 1/30 di secondo. Sono informazioni essenziali, ma tutte le altre informazioni, tempo e diaframmi impostati, distanza di fuoco, staratura intenzionale dell’esposizione, ISO, lunghezza della posa B, numero di fotogrammi effettuati, rischio di sotto o sovraesposizioni, mancato avanzamento della pellicola, appaiono nel display retroilluminato sulla calotta della fotocamera. Una vera miniera di informazioni a che costringono, mantenendo premuto a metà il pulsante di scatto, a togliere l’occhio dal mirino e a guardare il display. Non c’era altra possibilità: tutte quelle informazioni non avrebbero trovato posto nel mirino.
Le prove sul campo. Ho utilizzato diverse pellicole, sia in bianco e nero che a colori: in bianco e nero la Lomo Lady Grey a 400 ISO, la RolleiRetro 400S nominale e la Ferrania P33, 160 ISO, sempre nominale. A colori - non è il mio campo - la Lomo Turquoise esposta a 400 ISO
Cominciamo con la Lomo Turquoise, una negativa colore che si sviluppa in C41 ma può essere esposta da 100 a 400 ISO con differenti risultanze cromatiche. Visto che il C41 prevede la scansione praticamente d’obbligo ho fatto qualche post produzione con risultati che mi paiono interessanti. La struttura di fatto è quella della diapositiva e l’interpretazione dei colori ricorda molto la compianta diapositiva Kodak Infrared, una pellicola straordinaria. in questa immagine vediamo uno scatto realizzato con una normale fotocamera digitale
e dallo stesso punto di vista la foto realizzata in Turquoise
Qui una postproduzione, la tavolozza dei colori diventa infinita
Uno scatto in notturna, 20 secondi di posa durante i quali usando due differenti torce LED ho “dipinto” parte dell’immagine
Passiamo alla Lady Grey, sensibilità nominale 400 ISO ma può essere sotto o sovraesposta, e sviluppata di conseguenza, da 200 fino a 1600 ISO. Qui una doppia esposizione spostandomi prima a destra e poi a sinistra del monumento, sottoesponendo di 1 stop e attivando la funzione MX; le fotoceramiche si sono raddoppiate e così le scritte dei de cuius. La pellicola è stata sviluppata in Bellini Hydrofen 1+31 a 20 gradi centigradi per 12 minuti
uno scatto in AF alla minima distanza di fuoco, l’AF ha focalizzato perfettamente lo strumento in primo piano, diaframma a f/2.8
sono molto orgoglioso di questo scatto, realizzato all’ombra dove il dettaglio dei battistrada è incredibilmente definito e così la gamma tonale
un dettaglio dello scatto precedente. La diottra appoggiata sul negativo, misura i millimetri, in totale 12 del negativo e, tra la crociera e il numero 1 destra i decimi di millimetro. Se pensiamo che la Lady Grey è una 400 ISO e che ho scattato a mano libera, il dettaglio offerto dall’obiettivo della Lomo MC-A e la precisione del sistema AF sono davvero incredibili
un doppio autoscatto allo specchio con funziona MX attivata, sottoesposizione di uno stop e messa a fuoco manuale: ho raddoppiato la distanza tra me e lo specchio per focheggiare il mio riflesso
Ferrania P33, esposta alla sensibilità nominale di 160 ISO e sviluppata in Rollei Supergrain 1+12 per 8 minuti a 20 gradi centigradi. La gamma tonale è esplosiva.
Un dettaglio ingrandito dell’immagine precedente; di nuovo la qualità non è cerro quella di una compattina point & shoot…
cambiando pellicola ma non inquadratura: torniamo alla Turquoise post prodotto. A parità di inquadratura e focale i due linguaggi, bianco e nero e colori, sono assolutamente agli antipodi e interpretano la realtà in modo completamente differente
Rollei Retro 400S, Una pellicola iperpancromatica, qui sviluppata in Rollei Supergrain, 1+15 per 14 minuti a 20 gradi. A destra uno scatto normale, a sinistra con filtro rosso 25A originale Lomo. E’ evidente quanto la pellicola sia iperpancromatica, il cielo sereno è diventato completamente nero
Torniamo a uno scatto già realizzato in Turquoise..
e all’ingrandimento in decimi di millimetro della scritta sulla livrea del treno. Lomo MC-A è una compatta di nome ma non di fatto…
Conclusioni. Concludo con un dettaglio di uno scatto realizzato su Rollei Retro 400S, una doppia esposizione dove, guardando sotto la foocamera a sinistra del volto si notano parti di una doppia esposizione, realizzata avvicinandosi di oltre un metro allo specchio. Di nuovo due messe a fuoco manuali e l’utilizzo del sistema della doppia esposizione MX.
Per le prestazioni, per il rapporto qualità prezzo, per il fatto che è possibile montare filtri, lavorare in totale automatismo o in modalità completamente manual, per la garanzia di due anni che accompagna ciascuna matricola, mi sento di affermare che Lomo, con la MC-A, ha riportato le fotocamere a pellicole ai fasti di vent’anni, implementando in modo significativo le caratteristiche e facendo scelte, come quelle di usare una focale 32mm, che ben si sposano con la possibilità di catturare davvero l’attimo fuggente.
Nel momento il cui scriviamo, PuntoFotoGroup la propone in kit con i filtri a €449.
https://puntofoto.eu/shop_card.asp?id_prod=2222
Buoni scatti
Gerardo Bonomo
https://www.gerardobonomo.it/
Milano, 31 luglio 2026
Per le prestazioni, per il rapporto qualità prezzo, per il fatto che è possibile montare filtri, lavorare in totale automatismo o in modalità completamente manual, per la garanzia di due anni che accompagna ciascuna matricola, mi sento di affermare che Lomo, con la MC-A, ha riportato le fotocamere a pellicole ai fasti di vent’anni, implementando in modo significativo le caratteristiche e facendo scelte, come quelle di usare una focale 32mm, che ben si sposano con la possibilità di catturare davvero l’attimo fuggente.
Nel momento il cui scriviamo, PuntoFotoGroup la propone in kit con i filtri a €449.
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Buoni scatti
Gerardo Bonomo
https://www.gerardobonomo.it/
Milano, 31 luglio 2026

