EXPERIENCE

Ferrania P33 Istruzioni per l'uso

E’ da poche settimane che è stata di nuovo presentata sul mercato la Ferrania P33. Oggi è disponibile in formato 135 e sempre nello stesso formato sono disponibili la P30 “Original”, la P30 NEW (MK2) e la ORTO
Mi sono già occupato in diverse occasioni di parlare della rinata Ferrania, in particolare della Ferrania P30:

https://www.gerardobonomo.it/2020/01/12/nuova-ferrania-p30-guida-al-corretto-utilizzo-e-allo-sviluppo-perfetto/

https://www.gerardobonomo.it/2020/03/03/leica-iiif-e-ferrania-p30-ripresa-sviluppo-stampa-e-sorpresa-finale/

https://www.gerardobonomo.it/2020/08/22/leica-m7-e-ferrania-p30-accoppiata-vincente-prima-parte/

https://www.gerardobonomo.it/2020/08/26/leica-m7-e-ferrania-p30-accoppiata-vincente-seconda-parte/


Storia lunga quella di Film Ferrania

Le origini della Ferrania risalgono al 1882, quando venne impiantata una fabbrica di dinamite a Cengio, in Liguria, con il nome SIPE (Società Italiana Prodotti Esplodenti). La prima guerra mondiale comportò un ampliamento dell'impianto, e la nascita di una nuova fabbrica a Ferrania.

Verso la fine del primo conflitto mondiale fu avviato un piano di riconversione industriale, e venne costituita la Società per azioni FILM (Fabbrica Italiana Lamine Milano), per la produzione di pellicola cinematografica, consociata con la Pathé Frères di Vincennes, la maggiore fabbrica francese di materiale sensibile, fondando, nel 1923, quella che poi sarebbe diventata la Ferrania.
Una strana coincidenza, perchè FILM noi lo riteniamo un acronimo mentre nella lingua inglese il significato è di "Pellicola"/Strato (Sostantivo): Film: Si usa anche per indicare una "pellicola" fotografica o un sottile strato di sostanza (es: a film of oil - un velo d’olio). Nel periodo dell’autarchia non si potevano usare in Italia nomi anglosassoni per cui la dirigenza inventò l’acronimo puntato F.I.L.M.
Nel 1932 nacque la Film Cappelli–Ferrania (o Ferrania fabbriche riunite prodotti fotografici FILM e Cappelli)[1], con l'assorbimento da parte della FILM della milanese Cappelli, produttrice di lastre fotografiche in vetro. Successivamente fu assorbita anche la Tensi, l'altra importante fabbrica milanese di prodotti fotografici. Nel 1938 la ragione sociale venne modificata, diventando "Ferrania".

L'azienda produceva, accanto ai materiali fotosensibili, anche macchine fotografiche tramite la controllata Società Anonima Apparecchi Fotografici Ferrania col marchio Ferrania-Galileo; alcune, come la Condor I, o la Elioflex (del 1950), che erano dotate di ottima qualità ottica e meccanica
La compagnia venne acquistata nel 1964 dall'azienda statunitense 3M, divenendo "Ferrania-3M". Nel 1971, con la creazione dell'azienda 3M Italia S.p.A., sparì il marchio Ferrania da tutti i prodotti[4]. Successivamente, fino al 1999 quando la ditta è stata acquistata da Schroder Ventures, i prodotti sono stati venduti a marchio Imation. La proprietà era del Gruppo Messina di Genova.
Dal 2009 al 2013 è stata di proprietà della Regione Liguria
L'azienda, dal 2000 al 2009, ha prodotto le pellicole fotografiche Solaris nei formati 135 e APS. Questa pellicola fu venduta in un secondo momento sotto svariati nomi e marchi, come quelli di supermercati (ad esempio Coop e Esselunga) o grandi aziende come Samsung o Konica. Ferrania rimase l'unico produttore delle pellicole nel formato 126 "Instamatic" ma a sua volta smise di produrlo nel 2007. L'azienda ha prodotto inoltre componenti per stampa a getto d'inchiostro, pellicole per raggi X (produzione dismessa durante il 2008), fotocamere digitali, materiali per arti grafiche, plastiche speciali, software per ospedali (produzione venduta al gruppo NoemaLife di Bologna nel 2008). La produzione di pellicole per uso fotografico terminò nel 2009.
Dal 2012 parte delle aree sono state acquisite dal Gruppo Carma di Capannori per la realizzazione di una cartiera. A ottobre dello stesso anno fu richiesta la mobilità per 198 dei 230 lavoratori di Ferrania Technologies. A ottobre 2013 altri 73 dipendenti furono stati posti in mobilità, accompagnando - nei progetti industriali - la Ferrania verso una forte riduzione dell'attività produttiva[9].
A settembre 2017 l'azienda viene messa in liquidazione con un debito di 3 milioni della controllata Ferrania Solis con Invitalia, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, con la quale Solis aveva un mutuo agevolato con alcune rate non corrisposte. Per 45 lavoratori sui 49 complessivi in forza all'azienda venne richiesta la cassa integrazione.
A novembre 2019, dopo due anni di cassa integrazione vennero licenziati gli ultimi 34 lavoratori.

Dal 2013, il ramo d’azienda che si occupava del settore fotografico, la Film Ferrania è diventata una società indipendente, una srl fondata da Nicola Baldini e Marco Pagni.


La produzione attuale
Attualmente la Film Ferrania produce la P30, sia nella prima versione del 2016 che nella seconda versione del 2025
A seguire la Orto, una pellicola ortocromatica da 50 ISO
E per finire la P33, una pellicola da 160 ISO che, come tutte le attuali pellicole Ferrania ha ben 5 grammi d’argento per metro quadro.
Questo significa che a livello di costo industriale ogni rullo 135 di pellicola Ferrania incorpora 2 € di argento….
Il programma a breve/medio termine prevede la reintroduzione del formato 120 su tutte le emulsioni in produzione, l’arrivo della P36 ( 320 ISO ) e la possibilità di avere in pellicola piana 4x5” alcune di queste emulsioni. Un programma a dir poco INTERESSANTE..

La Ferrania P33 sul campo
Cominciamo col dire che nel formato 135 è stato finalmente introdotto il codice DX
Per quanto invece riguarda la data di scadenza, non solo della P33, sulle confezioni viene posto un adesivo che indica il batch da cui si evince la data di stesura:
                             Batch:   data produzione:
P30 new             B0226   Febbraio 2026
P33                      A0226   Gennaio 2026
orto                     L1225    Dicembre 2025
Film Ferrania garantisce una durata di 4 anni delle sue emulsioni dalla data di produzione se conservate in modo appropriato.

Partiamo dal presupposto che io scatto solo su treppiedi, quindi non mi hanno mai spaventato le basse sensibilità come i 50 ISO della Ferrania ORTO e gli 80 ISO della Ferrania P30
Ma mi rendo conto che la maggior parte delle persone ha la necessità di scattare a mano libera e i 160 ISO della P33 sono addirittura superiori ai 125 ISO di una delle pellicole più vendute, la Ilford FP4 PLUS
Per la regola del 16 con una pellicola da 160 ISO possiamo esporre in piena luce a f/16 e 1/160 di secondo, con diaframmi poi a scalare a seconda dell’ora del giorno, della presenza di nubi o delle fotografie in ombra.
Le foto che accompagnano l’articolo le ho comunque scattate sempre su treppiedi, come mio costume, in alcune situazioni perchè i tempi di posa erano lunghissimi, in altri, a prescindere, per evitare qualunque effetto di micromosso che avrebbe comunque potuto invalidare la “sensazione” di dettaglio degli scatti.

Nonostante la sensibilità spettrale si fermi ai 650 nanometri, che la definisce quindi come una pellicola pancromatica e non iperpancromatica, non ho avuto l’occasione di testarla col mio amato filtro rosso 25A, ma non dubito sul fatto che usando il filtro 25A si otterrà un netto e drammatico effetto di scurimento del cielo sereno


Lo sviluppo
Qui riporto la tabella di sviluppo. Io ho utilizzato il Rollei Supergrain alla diluizione 1+12 alla temperatura di 20°C, primo minuto agitazione continua poi un rovesciamento ogni 30 secondi, anticipato da un prebagno di un minuto A seguire arresto, fissaggio, lavaggio e passaggio in acqua F.U. con WAC

L’attrezzatura impiegata per gli scatti
Ho utilizzato una Nikon F90X con tre obiettivi, un Nikkor 24mm f/2.8 AFD, un Nikkor 50mm f/1.4 AFD e un Micro Nikkor 60mm f/2.8 AFD.
E a seguire
Un esposimetro esterno Sekonic Flashmate L-308 X
Un cartoncino grigio Kodak Gray Card
Una livella a bolla
Lo scatto a filo elettrico a distanza della Nikon F90X
Un buon treppiedi ( Manfrotto MT190 CX PRO 4
Una testa a tre movimenti Manfrotto MHA 3 WG )

Gli scatti
Qui mi trovo in una cava abbandonata allagata, ho voluto inserire lo scatto a colori della location per consentirvi di rendervi conto della situazione piuttosto critica. Qui l’immagine è luminosa, grazie alla posa ma vi assicuro che nella realtà vi regna un buio quasi assoluto.


L’esposimetro dava un tempo intorno ai 10 secondi a f/8; ho usato il 24mm e ho fatto un bracketing, a causa dell’effetto di non reciprocità, di 15, 30 e 60 secondi. Lo scatto corretto è stato quello a 60 secondi


Un tratto di ferrovia abbandonata: Nikkor 50mm f/1.4 - f/8 1/125 di secondo

In questo scatto l’ingrandimento della parte centrale della stampa precedente: ho posizionato nell’ingranditore il negativo sormontato da una diottra che mostra i millimetri e i decimi di millimetro.
Al di sotto potete notare un righello trasparente che è stato appoggiato sulla stampa e che dà le misure della stampa e un secondo righello in alluminio esattamente sotto la riproduzione della diottra
In questo ingrandimento dello scatto precedente si nota chiaramente che 1mm di negativo corrispondo a 29mm in stampa, quindi a un ingrandimento 29x che significa, nel fotogramma 24x36, un ingrandimento totale di circa 70x 100 cm
Ingranditore Durst M670 VC
Obiettivo Durst Neonon 50mm
Carta Rollei Vintage RC 314 24x30,5 cm
Gradazione 2,75, f/5,6, esposizione di 400 SECONDI…

Il dettaglio ingrandito dello scatto precedente.


Uno scatto al pennino di uno stilografica e al pennino di una cannuccia
Obiettivo Micro Nikkor 60mm f/2.8 AFD


Uno scatto più ravvicinato allo stesso set al massimo rapporto di ingrandimento consentito dal Micro Nikkor 60 mm f/2.8 AFD. Scala 1:1. Il righello appoggiato sul set indica una lunghezza di 36mm


Un ritratto scattato mentre mi stavo ancora componendo, la mano sinistra è mossa, in netto controluce, con una eccellente gamma tonale, obiettivo Nikkor 50mm f/1.4 f/8 - 1/60 di secondo


Uno scatto realizzato con il Micro Nikkor 60mm f/2.8 AFD, a f/11 - 1/15 di secondo.

Un dettaglio dell'immagine precedente

Questo spezzone di negativo è stato sviluppato con la tank day light Agfa Rondinax e con il monobagno DxONE distribuito in esclusiva dalla PuntoFotoGroup. il DxONE è in grado di sviluppare e fissare al contempo qualsiasi pellicola in soli 6 minuti, in un range di temperatura variabile tra i 20°C e i 24°C. Può essere utilizzato non diluito e poi riutilizzato rimettendolo nella bottiglia madre da 1 litro, in questo modo è possibile sviluppare circa 15 pellicole, o essere miscelato con acqua, come in questo caso ( 150ml di acqua e 150 ml di DxONE ), in questo caso come sviluppo a perdere. Il DxONE non può essere utilizzato per i push o per i pull ma solo alla sensibilità nominale della pellicola. A fianco il flacone di Rollei Supergrain utilizzato alla diluizione 1+12 per gli altri sviluppi

Conclusioni
La Ferrania P33 si è dimostrata una emulsione estremamente versatile, dotata di una straordinaria gamma tonale e molto malleabile anche in fase di sviluppo, visto che ha “sopportato” anche lo sviluppo nel monobagno DxONE.


Anche a ingrandimenti “feroci” come abbiamo visto, è risultata un’ottima tenuta del dettaglio e una grana molto piacevole.


Sicuramente quando verrà presentata anche in formato 120 sarà ancora più interessante, visto che il formato 6x6 ha un’area del 350% superiore al formato 24x36mm, e ci aspettiamo una gamma tonale ancora più allargata.


Per concludere, come già descritto nelle righe precedente, finalmente Ferrania sta dando una continuità alle sue emulsioni e certamente aggiungerà anche la nuova emulsione già citata, la P36 e, forse entro l’anno, anche una o più delle emulsioni a catalogo anche in grande formato.
Una rinata eccellenza italiana nel mondo della fotografia.

Milano, 29 marzo 2026

Gerardo Bonomo
www.gerardobonomo.it

La tabella di sviluppo delle Ferrania Orto, P30 e P33

Le pellicole Ferrania sono distribuite dalla Punto Foto Group, Via Aristotele 67 Milano. www.puntofoto.eu

PDF:  
Link: https://www.felixspace.eu/experience_dett.asp?id=54